Erotico
20 apr 2022


Ero tornato da poche ore dalla mia trasferta in Arabia, lavoro per una compagnia petrolifera e giro il mondo, ma quando torno a casa..... mi sento sperso, solo e senza affetti, un giorno o l'altro lascerò questa vita e metterò su "una vera casa".

Seduto ad un tavolino del bar guardo la mia auto impolverata, sei mesi in garage si vedono, la dovrò far lavare........

- scusa hai da accendere?-

Mi giro e la vedo, ..... alta, mora, con i capelli lunghi e lisci che cadono dietro le spalle, come un automa prendo l'accendino e lo metto nella sua mano, affusolata e con le unghie laccate di un rosa leggero, delicato.......

Accende la sigaretta e guarda verso l'auto, poi con un sorriso fra l'interrogativo e l'ironico chiede con un filo di voce: - sei stato lontano parecchio da lei ehh?, lavoro, ferie o villeggiatura forzata?

Non capivo, e anche lei aveva capito che la sua domanda non l'avevo ... capita, ..... - bello, siamo a pochi metri dal carcere, se hai l'auto con la polvere può essere che sei appena uscito, no?-

La invitai a sedersi e gli spiegai chi ero e da dove arrivavo, arrossì per la gaffe e si scusò, continuammo a parlare d'altro, poi mi decisi, la guardai e gli chiesi: - hai impegni?, potremmo cenare insieme, sono solo e sono mesi che non sto con una donna, ho voglia di chiacchierare un po' con la civiltà .......-

Non rispose subito, il suo silenzio forse, pensavo, era per non farmi restare male, ma poi con un sorriso smagliante mi fisso negli occhi e : - Ami il rischio?, se ti piace il gioco d'azzardo accetto, io sarò per te ....una sorpresa. -

Chiese dieci minuti per salire in casa a rinfrescarsi, abitava sopra il bar, la guardavo mentre si allontanava, aveva un corpicino da sballo, un culetto delizioso, dei fianchi messi in risalto dalla grossa cintura nera che contrastava con i pantaloni e la maglietta bianchi .... ed era pronta ad uscire con me....... almeno stasera non sarei stato solo con la mia solitudine.

Ricomparve, era cambiata completamente, una mini di pelle nera, con una maglietta attillatissima, tacchi alti e un leggero trucco che metteva in risalto i suoi occhi enigmatici, il suo seno era quanto di meglio avessi visto, perfetto e nella quantità proporzionata al suo corpo esile e leggero.

- Eccomi, sono Sandy, non ci siamo nemmeno presentati prima...... -.

- E' vero, piacere Carlo, sei...... meravigliosa, sei proprio sicura di accettare questo invito e di voler stare con me stasera?-

- Io si sono sicura, ma ricordati che ti ho chiesto se ami il rischio, quindi,...... sei sicuro tu di volermi?-

Con queste frasi scherzose ci avviamo all'auto, mi ricordai di un ristorantino in periferia, glielo proposi.....

Imbruniva e dal nostro tavolo vedevamo le montagne sullo sfondo colorarsi di rosso, mi aveva fatto un sacco di domande, aveva voluto sapere tutto sul mio lavoro, stranamente mi era proprio venuta voglia di chiacchierare, io taciturno che sparavo parole a raffica ...... avevo detto tutto quello che potevo dire, ma non avevo ancora trovato il coraggio di proporle di passare la notte con me....

Lo fece lei.....: - allora vuoi passare la notte con me?, sempre se vuoi rischiare ehh ehhh ....... a casa mia o tua?-.

Casa mia era un monolocale che sembrava occupato da una tribù di indios, disordinato, non sono mai stato uno che sapeva tenere ordine...... casa sua mi sembrava di essere invadente, proposi di fermarci nel motel che si trovava a pochi centinaia di metri, accettò senza fare altre domande.

Pagai il conto e uscimmo dal locale tenendoci per mano.

Una breve corsa e entrammo nel motel, nella guardiola l'addetto prese i documenti e ci diede la chiave n° 25, lei la prese in mano e sussurrò: - come i miei anni.......- parcheggiammo e entrammo nella nostra stanza, chiusi la porta alle nostre spalle, presi per i fianchi Sandy e la baciai, un bacio lungo e contraccambiato, quasi non ci staccavamo più, sentivo nascere dentro me il desiderio di fare l'amore subito, la mia erezione cominciava a farsi notare, non volevo sembrare un morto di fame, ma mesi di deserto....... e un corpicino così fra le braccia......

Il letto in mezzo alla stanza era invitante, le luci soffuse, la musica di sottofondo, fiori che spandevano per l'aria un profumo leggero, non mancava nulla, chiesi di fare la doccia e cominciai a spogliarmi imbarazzato, anche lei si tolse la maglietta e vidi che non portava reggiseno, era un seno veramente fantastico...

- sei sicuro di volermi veramente?-

mentre mi diceva queste parole, mi fissava negli occhi, e le sue mani stavano facendo scendere dai fianchi la gonnellina......

Il perizoma, minuscolo veramente, mi lasciò di stucco e sorpreso, metteva in risalto ....... un membro di discrete dimensioni.

- Perdonami, .....- mi fissava e vedeva il mio imbarazzo e il mio mutismo, - mi rivesto?-

Lasciai cadere a terra la camicia e mi avvicinai, la presi di nuovo fra le braccia e la strinsi forte, la baciai......

Sotto la doccia sembravamo due bambini, giocavamo a spugnarci la schiuma su tutto il corpo, poi lei si fermò e delicatamente cominciò a mordermi i capezzoli, baciava il mio corpo nonostante l'acqua della doccia, si inginocchiò e con delicatezza si mise a accarezzarmi il membro, non riuscivo più a controllarlo, era in erezione, molto sensibile, lei lo prese con la mano, apri la sua bocca e lo avvolse fra le labbra, le accarezzavo i capelli...... ma pochi secondi dopo....... l'orgasmo mi raggiunse senza darmi il tempo di rendermene conto, le gambe mi tremavano e l'esplosione repressa che le sue labbra avevano provocato mi avevano messo in stato confusionale, cercai di reagire e la tirai su, verso di me, baciai quella bocca piena del mio sapore, stringendola forte forte.

Senza staccarmi da lei fermai l'acqua e a tastoni presi l'accappatoio, ce lo mettemmo attorno e uscimmo dal box dirigendoci sul letto.

Guardavo quel corpo steso sul letto, perfetto, uomo e donna insieme, mi attraeva e mi impauriva, avvicinai le mie labbra alle sue poi cominciai delicatamente a baciarle il collo, le spalle, i seni,....... il suo sesso era pochi centimetri da me, mi attirava e io mi chiedevo, .... ma che cosa mai avrei dovuto chiedermi, non volevo farmi domande, sentivo un desiderio ....... presi con una mano quell'asta ormai rigida e cominciai a baciarla, sentivo le pulsazioni nella mia bocca, sentivo il suo desiderio, la sua voglia, sentivo la sua mano sulla mia testa che mi accarezzava e la sua voce sussurrare: - dai.... siiiii ... non fermarti...... -, la mia eccitazione era al massimo, volevo che anche lei, lui, chi fosse e cosa fosse non aveva più importanza .... provasse il piacere che avevo appena provato.

Venne fra le mie labbra, sospirando e gemendo di piacere senza più riuscire a controllarsi, era bello vedere e sentire tutto questo.......

Si alzò dal letto e vedevo quella figura nella penombra, meravigliosa e misteriosa, sentivo dentro me una voce che faceva domande e io che non avevo risposte, Sandy prese dalla sua borsetta un barattolino, mi disse di mettermi a pancia in giù, voleva farmi dei massaggi, rilassanti e rigeneranti,

lei era massaggiatrice, la sua professione la sapeva fare.......

Sentii il fresco della crema sulla spina dorsale e chiusi gli occhi cercando di rilassarmi, le sue mani, le sue dita correvano sicure e veloci sulla mia pelle, si ancoravano sulla colonna vertebrale generandomi brividi di piacere, percepivo la presenza di quella mano leggera che scioglieva la mia rigidità iniziale, prese di nuovo la crema e me ne mise ancora un poco sulle reni, il freddo mi fece sobbalzare per un attimo, poi il caldo delle sue dita.........

Stava spalmandomi le natiche e le sue dita si stavano insinuando anche nel solco,......

...... senza un comando preciso, le mie gambe si aprirono, il suo dito umido di crema cominciò a massaggiarmi in maniera sempre più provocante, prima in superficie poi non trovando resistenza comincio una stimolazione manuale sempre più intensa e interna, ero rilassato e godevo di queste tenerezze, aprii gli occhi e girai la testa verso Sandy, il suo sorriso mi fece sentire in paradiso, il suo membro eretto pareva mi chiedesse se.... lo desideravo, la mia bocca senza alcun comando disse solo un monosillabo: - si -.

Sandy si posizionò in mezzo alle mie gambe e mi prese per i fianchi inducendomi a mettermi in ginocchio, sentivo il suo glande, caldo e vigoroso premere contro di me, cercai di aprirmi il più possibile per agevolarlo, non sapevo nemmeno io quello che mi passava per la mente, sapevo solo di volerlo e volere quella persona ambigua dentro di me, volevo Sandy, ....

Con colpi lenti ma decisi sentii entrare poco a poco quello strumento di piacere, percepivo le sue vibrazioni, i suoi fremiti e le sue emozioni, sentivo le mani di Sandy stringermi i fianchi, come se non volesse lasciarmi scappar via, ma io non volevo scappare anzi, cercavo i suoi colpi sempre più decisi andandogli incontro, sentivo il suo ansimare mentre la mia testa scoppiava di sensazioni meravigliose, stavo facendomi cavalcare da una donna, o era un uomo? Sapevo solo che stavo godendo come non avevo mai provato, scivolammo piatti sulle lenzuola, sentivo il suo peso sulla mia schiena e godevo dei suoi colpi che mi possedevano, lo sentii godere dentro di me, mi resi conto del suo orgasmo imminente, il suo respiro si faceva più pesante, le sue mani stavano perdendo la forza con la quale mi tenevano i fianchi, percepii gli ultimi colpi che precedono i getti caldi ..... li sentii dentro di me, era fantastico, sapere che qualcuno godeva per me e per il mio corpo.....

Scivolai via da Sandy, rigirandomi verso di lei, era esausta, sorridente e felice, gli occhioni lucidi mi guardavano senza voler dire nulla e tutto, me la coccolai teneramente e la baciai a lungo.

La desideravo, volevo possedere quel corpo enigmatico e non trovavo il coraggio di farlo, ci pensò ancora lei, il mio fallo aveva ripreso vigore, era di nuovo pronto per essere quello che doveva essere, lei si inginocchiò a cavalcioni sopra di me stringendomi fra le sue lunghe gambe, posiziono il mio membro e se lo introdusse lentamente dentro di se.........

Mi cavalcava di nuovo come se non sentisse la stanchezza, le sue mani mi accarezzavano i capezzoli, le mie accarezzavano quel fantastico seno che sobbalzava ripetutamente in sincronia con i colpi che si dava sul mio membro, le sue ginocchia mi stringevano fino a farmi quasi male, poi l'orgasmo ci travolse tutti e due, io dentro lei e lei......lui liberò nuovamente il suo sesso con getti caldi che arrivarono fin sul mio stomaco e sul mio collo, crollò come un sacco vuoto sopra di me, le nostre gambe si incrociarono, lo sperma ci stava bagnando tutti e due ...... si abbandonò ad un rilassante riposo, adagiata sul mio corpo con i nostri umori maschili che appiccicavano i nostri corpi, ma eravamo due maschi o un maschio e una donna? Eravamo due anime che avevano fatto l'amore, cosa eravamo?

Domande che non volevano avere risposta, Sandy dormiva mollemente adagiata sopra di me, abbracciata ad un uomo conosciuto poche ore prima, io, come lei, l'avevo incontrata per caso, ed ora era li con me, eccitante nel suo dormire, il suo corpo che accarezzavo..... meraviglioso e ambiguo, lo desideravo tantissimo, lo volevo ancora, il mio sesso di nuovo duro era fra le sue gambe e il suo vicino al mio, entrambi bagnati, testimonianze inequivocabili di quello che c'era stato, girai sul fianco Sandy, la volevo coprire per non farle prendere freddo, ma lei...... si mise con la schiena verso di me, quasi a cercare protezione inconscia, venne contro di me.

La stringevo delicatamente, le mie mani accarezzavano i suoi seni e scendevano sul suo pancino levigato, ma non trovavo quel cespuglio che abitualmente trovavo, il suo sesso ora era rigido, sognava, qualche cosa di bello, forse il nostro amore, la sua mano venne dietro di lei, fra la sua schiena e il mio pube....... prese il mio membro e lo accompagnò fra le sue gambe, si era svegliata, aveva ancora voglia di me, anch'io di lei.......... la presi senza indugiare, la sua ricettività era deliziosa, il suo corpo si inarcava e la sua bocca lasciava uscire solo deboli sospiri, i miei movimenti sincronizzati con i suoi erano fonte di piacere per entrambi, stringevo il suo pancino contro di me, non volevo che la scomodità della posizione mi portasse via quel corpo meraviglioso, mi chiesi come si potesse arrivare a godere tanto, non feci a tempo a darmi una risposta, .....

Il suo urlo di piacere fece scattare anche in me la molla della libidine, sentire il suo orgasmo ........ non mi trattenni più, avevo le mani sul suo pube e mi ritrovai di nuovo bagnato mentre io esplodevo dentro lei, la baciavo sulle spalle mentre getti su getti entravano dentro quel corpo, era mia, era mio, il dilemma che come risposta dava solo piacere.....

Ci addormentammo insieme, abbracciati, e insieme ci svegliammo il mattino dopo, il sole aveva fatto già la sua comparsa da ore, ma che importanza aveva.... sarei partito dopo solo un giorno, avrei perso Sandy, si, sentivo di essere innamorato, lo so, non è possibile innamorarsi così di brutto, un colpo di fulmine, e poi…… di un uomo, ma chi se ne frega... l'amo e basta.

Sono di nuovo qui, seduto allo stesso bar, un anno dopo, l'assurda speranza di rincontrare Sandy, la macchina, un'altra questa volta, lucida appena ritirata dal concessionario, un accendino d'oro sul tavolino, e si che non fumo..... , un biglietto con un nome e un numero di cellulare, Alessandro, per gli amici Sandy, quel numero non l'ho mai fatto…… l'avevo promesso.

Mi alzo e sto per andarmene, ormai e quasi sera, il buio sta arrivando,..... sento che non ……..non la vedrò più...........

Una stretta allo stomaco, una tristezza che mi entra dentro, prendo le chiavi e col telecomando apro la macchina, mi giro a guardare per l'ultima volta quel bar......

Salgo in auto e..... toc toc nel vetro…..- hai da accendere per favore?-

- Sandy……. Allora ti sei ricordata del nostro appuntamento?-

- certo, è un anno che l'aspetto, e un anno che sogno il tuo ritorno……..mi porti in quel ristorantino? Avrai parecchie cose da raccontarmi no?

Ma…. Solo se…… ti piace il rischio …….. -.


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