Incontri
22 apr 2022


Questo racconto narra di un'esperienza di vita che ho vissuto all'età di ventidue anni, quando mi ero da poco trasferito in una città universitaria della Toscana per approfondire gli studi di musica, la mia grande passione da sempre. La storia è ambientata trai vicoli e le piazze di quella città, dove noi giovani ci riversavamo per staccare la spina dagli impegni quotidiani.

Ero seduto al tavolo di un noto locale frequentato da universitari quando ho sentito parlare di una festa in piazza organizzata da studenti con lo scopo di riunirsi per suonare e ballare pizzica. Pensai che poteva essere una buona occasione per dare una svolta alla serata quindi, appena finito di mangiare, tornai a casa, presi la chitarra e del buon vino e mi apprestai a raggiungere il luogo. Una volta arrivato sul posto trovai un gruppetto di ragazzi e ragazze che suonavano e cantavano intenti a far decollare la serata. Erano circa le dieci di sera, non conoscevo nessuno, così cercai d'inserirmi in quel contesto entrando in punta di piedi. Devo dire che dopo qualche bicchiere di vino non fu così difficile rompere il ghiaccio, infatti nel giro di una mezz'ora mi ritrovai a suonare dando il mio contributo per allegare la situazione. Fu in quella occasione che vidi per la prima volta Marta, bella e radiosa, con quell'aria maliziosa e seducente. Era una ragazza mora, carnagione chiara, non molto alta, formosa e con due occhi scuri e così profondi, da perdersi dentro. Neanch'io passai inosservato, la vidi sbirciare tra il gruppetto di musicisti con cui stavo suonando e i nostri occhi si incrociarono più di una volta. Quel gioco di sguardi accese il mio interesse, così decisi di posare la chitarra e trovare un modo per attaccare bottone, ma in realtà fu lei a fare il primo passo. Appena lasciai lo strumento si avvicinò per chiedermi un po di vino, quindi approfittai dell'occasione iniziando a chiacchierare. Nel mentre parlavamo compresi subito che tra noi era scattato un certo feeling. Lo si capiva dagli sguardi, dal tono di voce e dai nostri gesti che cercavano continuamente il contatto con il corpo altrui.

Siamo rimasti a chiacchierare seduti sulla scalinata della chiesa fino a quando lei mi ha inviato a ballare. I musicisti erano seduti sugli scalini facendo vibrare chitarre, tamburi e fisarmoniche, la musica incalzava mentre noi ballavamo sempre più energici e lei, sventolando la lunga gonna che indossava, mi girava intorno seguendo i passi della pizzica. Il ballo ci coinvolse così tanto che, nonostante la folla di persone iniziava a riempire la piazza, la musica sembrava suonare soltanto per noi e dopo ogni singolo passo eravamo sempre più avvolti dalla magia della serata. A un certo punto sentì che la vescica aveva bisogno di svuotarsi, così decisi di fermarmi un attimo. Lei mi guardò negli occhi e domandò: "sei già stanco di ballare con me?". "Certo che no, devo soltanto andare a fare la pipi" risposi. "Ok, ne approfitto, vengo con te, così posso farla anch'io" esclamò lei. Rimasi sbalordito da quella sortita e feci di tutto per nascondere lo stupore. Ovviamente accettai la sua proposta.

Subito dopo aver svoltato in un vicolo chiuso che fiancheggiava la chiesa, ci ritrovammo appartati con la musica che in lontananza faceva da sottofondo. Lei disinvolta alzò la gonna posizionandosi nella classica posa femminile e iniziò a pisciare. Anch'io provai a farla ottenendo scarsi risultati, perché il mio cazzo duro non permise all'urina di uscire.

Lei si avvicinò e vedendomi con il fallo duro in mano scoppiò in una sonora risata. "Vedo che ti faccio un bell'effetto" esclamò sorridendo. Io non risposi, l'unica cosa che riuscì a fare fu inarcare le spalle come gesto di accettazione. Poi lei prese il membro in mano e iniziò a masturbarmi. Io non opposi resistenza e lo lascia tra le sue giovani, ma già esperte mani fino a quando lei si inginocchiò davanti a me infilandoselo in bocca. Nel mentre mi pompava le vidi sparire una mano sotto la gonna, compresi subito che si stava masturbando.

"Che gran porcellina che sei" le dissi. Lei mi guardò con quegli occhioni scuri, mi fece un sorriso e riprese il suo lavoro di bocca. Ogni tanto si fermava a riprendere fiato e mi guardava gemendo, era evidente che la sua mano infilata tra la gonna le procurava piacere, per poi ripartire in su e giù a pompare. Io mi godevo il momento osservando in silenzio.

Ormai era già da un po di tempo che il mio cazzo se ne stava immerso nella sua bocca quando compresi di essere prossimo a venire, così le ho posto una mano sopra la testa, lei strinse le sue labbra intorno al mio fallo e continuò a pompare fino a quando la calda sborra iniziò a strariparle dalla bocca. Proseguì leccando anche l'ultima goccia e, mentre la sua mano si muoveva sempre più incalzante sotto la gonna, raggiunse l'orgasmo che fu colorito da un sonoro "siiii, vengooo" e dopo aver consumato il piacere si alzò in piedi dandomi un bacio al sapore di sperma. Era veramente sorprendente quella ragazza!

Una volta terminato il bacio finalmente fui libero di fare la pipì, lei sistemò la gonna lasciandomi il tempo di finire il bisogno per poi tornare insieme nella piazza, dove il resto della banda era sempre là, intenta a suonare e ballare come se non ci fosse un domani.

Quando tornammo nella piazza le cose cambiarono molto velocemente. Rimasi stupito vedendola sparire tra la folla di persone senza dire niente, ero giovane e inesperto, non ancora abituato ai repentini cambi di umore femminili, così decisi di sedermi sui grandi in disparte meditando sull'accaduto. Una volta ripreso dallo shock emotivo, pensai che era arrivato il momento di dare una svolta alla serata, raggiunsi il gruppetto dei musicisti, sfoderai la chitarra e ripresi a suonare con loro. Poco dopo la rividi passare davanti alla scalinata della chiesa tra la gente che ballava. I nostri occhi si incrociarono ancora una volta, mi guardò con un'aria malinconia, si vedeva chiaramente che qualcosa la turbava. Riposi la chitarra dentro la custodia, la caricai in spalla e mi apprestai a raggiungerla. Quando arrivai davanti a lei restammo qualche secondo in silenzio guardandoci negli occhi, poi mi abbracciò stringendomi forte dicendomi: "mi dispiace".

Le domandai cosa era successo. Con voce tremante rispose che voleva usarmi, che si era da poco lasciata dal suo fidanzato ed era stata colta in un momento di fragilità e di bisogno di attenzioni. Temeva di essere giudicata una "poco di buono" e che non era nel suo stile lanciarsi in avventure con sconosciuti. Tentai di rincuorarla dicendo che non mi ero sentito usato, che per me era stato semplicemente bellissimo e mai mi sarei permesso di giudicare una persona valutando soltanto un singolo episodio. Quelle parole cambiarono ancora una volta il suo stato d'animo, mi guardò sorridendo, poi prendendomi per mano mi trascinò nella folla di persone che ballava allegramente invitandomi a danzare di nuovo.

Eravamo ancora una volta in pista intenti a divertirsi e vivere pienamente la serata. La musica si trasformò da pizzica in un incalzante ritmo tribale composto da tamburi e tamburelli di ogni genere. La piazza sembrava ardere nel fuoco della passione, tutti ballavano energici e lei si muoveva intorno e addosso a me in maniera sensuale e provocatoria. L'eccitazione sali alle stelle e io mi ritrovai di nuovo con l'asta dura tra le mutande. Lei si accorse che il mio membro era tornato arzillo, mi fissò negli occhi per l'ennesima volta chiedendomi se mi andava di fare una passeggiata e trovare un posto più tranquillo. Al quel punto la presi per mano e dopo pochi passi ci ritrovammo fuori dalla piazza. Appena imboccato un vicolo non persi tempo, la misi con le spalle al muro iniziando a baciarla, lei non oppose resistenza e si abbandonò a quel fulmineo e intenso momento di passione. Le nostre mani toccavano avidamente il corpo dell'altro infilandosi sotto i vestiti, eravamo così eccitati da rischiare di fare sesso in mezzo di strada. Alcuni passanti interruppero la magia di quel momento, quindi proposi di andare a casa mia. Raggiungere la meta non fu così immediato, anche se casa mia era veramente molto vicina, ogni angolo era buono per fermarsi e continuare a baciarsi, sempre rischiando di avere un rapporto sessuale in pubblico. Finalmente riuscimmo ad arrivare al portone, fortunatamente abitavo al piano terra, altrimenti avremmo consumato la passione tra le scale.

Raggiunto la mia camera lei iniziò a spogliarsi, io rimasi immobile sul letto a godermi lo spettacolo, finalmente potevo vederla tutta nuda e i miei occhi si riempirono della sua bellezza. Mi faceva impazzire quella carnagione chiara in contrasto con i suoi occhi scuri e i capelli lunghi e neri. Il suo seno era abbondante e sodo e la patatina pelosa, ma curata.

Una volta nuda mi diede una spinta sdraiandomi sul letto e iniziò a togliermi i pantaloni, poi la felpa, la maglia e infine calzini e mutande. Si posizionò distesa sopra di me strusciando le sua figa sul mio cazzo voglioso. Con un colpo di reni ribaltai la situazione, ritrovandomi con lei sotto che mi guardava tutta eccitata. Mi calai verso il basso raggiungendo con il volto la passera pelosa iniziando a leccarla. Lei gemeva e si contorceva avvolta in una bolla di piacere fino a quando decise di posizionarsi a fianco a me, dando vita a un 69 da urlo. Io sentivo il suo succo vaginale riempirmi la faccia e le labbra mentre lei si gustava il cazzo lavorandolo con maestria. Soltanto dopo quel lungo momento di lavoro di bocche lei si posizionò sopra di me, intenta a infilarlo dentro. La fermai porgendole il preservativo che avevo recuperato dal cassetto, lei lo infilò utilizzando mani e bocca e finalmente riuscì a cavalcarmi in gran stile. Subito dopo aver raggiunto il secondo orgasmo, prese ancora una volta il membro in bocca iniziando a pompare in su e giù per l'asta dura, togliendo prima il preservativo.

Era così esperta che non mi ci volle molto tempo prima di arrivarle in bocca e, dopo aver ingoiato la maggior parte del liquido, mi dette il suo consueto bacio al sapore di sperma.

Ci addormentammo per poi risvegliarci al mattino e riprendere a giocare.

Così ho conosciuto Marta, la tromba amica per eccellenza, dove, in un paio di anni di avventure, ne abbiamo combinate di cotte e di crude, coinvolgendo anche altre persone.

Seguiranno altri racconti delle nostre vivaci e passionali esperienze.


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