Incontri
29 ott 2019


Io conoscevo già la nuova collega dell'ufficio, avevamo avuto un paio di occasioni prima che venisse a lavorare nel mio stesso ufficio. Per così dire cose tranquille, pompino e scopata rubati nelle pause.

Lei alta circa centosessanta centimetri, bel seno, una quarta e un culo a mandolino, sempre con abitini "giusti", sulla cinquantina sposata con due figli già grandi.

Con la vicinanza forzata, dovuta al fatto di lavorare assieme, ovviamente, aumentò esponenzialmente la frequenza delle occasioni di dedicarci al sesso e mi resi conto in breve tempo che le voci sentite su di Lei erano fondate; la cosa che l'estasiava di più era il pompino con ingoio.

Si scopava, ma difficilmente raggiungeva l'orgasmo e/o comunque non mostrava la stessa eccitazione che invece palesava quando poteva succhiare il pene.

Ricordo molto bene un'estate, siamo rimasti in ufficio durante l'orario pausa, Lei con abitino corto, io, tanto per cambiare, sempre pronto e arrapato. Inizio a palpeggiarla e finisce, come quasi sempre, con Lei che seduta alla sedia mi succhia il cazzo. Quel giorno però, era mia intenzione che godesse e quindi avvicinando una seconda sedia Le ho sollevato le gambe e tolto le mutandine iniziando a sgrillettarla mentre mi succhiava. Ero talmente preso dall'intenzione di procurarle un orgasmo dal rinunciare a farmelo succhiare per abbassarmi e concentrarmi sulla sua vagina. Dalle due dita iniziali passo a tre e ogni volta che stantuffo spingendo, il mignolo sembra destinato ad infilarsi anch'esso. Lei sembra apprezzare e divarica veramente bene le gambe mentre io mi preparo ad infilare anche il pollice e quindi tutta la mano stretta a modo di cucchiaio, trovo una minima resistenza quando arrivo ad infilare alla sommità della mano ma poi sono dentro, con l'intera mano e spingo, guardandola godere.

La sto scopando con la mano e l'avambraccio stringendole con l'altra mano un seno e Lei raggiunge l'orgasmo.

Soddisfatto della cosa le chiedo se è tutto a posto e Lei mi risponde "ni" facendo segno al mio uccello e riferendosi al fatto che lo vuole succhiare. Volentieri Le lascio prendere il cazzo in bocca turandogli ogni tanto con le dita della mano il naso a dargli quella sensazione di soffoco che la costringe ad allargare ancora di più la bocca e nel contempo spingendo il cazzo tutto dentro, così fino a farmi sborrare, come sempre, in gola per l'ingoio.

Pur avendo provato in diverse occasioni, non sono mai riuscito a farmi quel bel culetto, sembrava davvero un mandolino. Mi sono fatto l'idea che lo riservasse per occasioni e/o persone speciali il giorno che ho capito come in effetti fosse sensibile in quella sua parte anatomica.

Eravamo di nuovo soli una delle rare volte che Lei indossava i pantaloni, per la precisione jeans a vita bassa e stavamo assieme sistemando alcuni fascicoli, tant'è che ci scappa il solito pompino con ingoio, ma, mentre sto sborrando, mi viene da palpeggiarla sul culo e la mano s'infila dentro i jeans.

Lei come sempre fa per scansarsi, ma io, con l'altra mano, le slaccio i pantaloni e la lampo abbassandoglieli.

Inizio a baciarla sotto l'ombelico ed a scendere, mentre con la mano insisto sul culo sino a puntarle il dito medio al buchino, Lei è eccitatissima, continuo semplicemente a baciarla e non mi lascia il tempo di leccare e neanche il tempo di infilare il dito che se ne viene bagnando di goccioline il pavimento.

Un giorno mi chiede se riesco ad organizzare una cosa a tre, io gli dico che lo credo possibile ed interesso un collega di un altro reparto con il quale ho rapporto di amicizia.

Mi accordo con Lui affinché in orario di fine lavoro venga in ufficio da me e la collega.

Quel giorno faceva caldo e la collega aveva un top allacciato dietro il collo e schiena ed era senza reggiseno, infatti una volta raggiunti a fine giornata dal mio amico, ricordo di aver rotto il ghiaccio dicendo rivolto a Lui, mentre da dietro abbraccio Lei, "ti mostro i due gioielli dell'ufficio" e così dicendo ho tirato fuori i seni della collega che insicura si è voltata a guardarmi in cerca di rassicurazione, cosa che le ho dato baciandola. Il mio amico sbianca, sembra impietrito, al punto da spaventarci e domandargli se stesse bene, Lui balbettando dice sì e chiede se può toccare, allora scoppiando in risata gli diciamo che si, può toccare e ciucciare se vuole, cosa che Lui riprendendo colore subito fa.

Porgo per un po le di Lei tette al mio amico, il quale avidamente lecca e ciuccia, dopo prendendo la collega dalle braccia l'abbasso per farmi spompinare mentre dico al mio amico di tirarlo fuori e di farselo succhiare anche Lui.

Lei ci succhia un po entrambi passando da un cazzo all'altro famelica ed estasiata, finché, il mio amico, non le va dietro e sollevandola la penetra intanto che Lei, con un gemito di apprezzamento, continua a succhiarmi anche meglio di prima.

Io e Lui ci scambiamo un paio di volte di posizione fino a quando Lei ci fa sedere uno affianco all'altro sopra alla scrivania e inizia a succhiare il cazzo del mio amico, con gusto, senza pause, fino a farlo venire per subito passare a succhiare il mio cazzo prendendolo tutto in bocca, con la lingua che roteava veloce mentre sentivo il risucchio, fino a farmi raggiungere l'orgasmo, bevendosi tutto fino all'ultima goccia di sperma.

Il mio amico è rimasto entusiasta della cosa, adesso scherzosamente ci chiamiamo compagni di merende e infatti l'abbiamo rifatto altre volte fino a quando la collega purtroppo ha cambiato lavoro trasferendosi in un altra regione d'Italia e perdendoci così di vista. Cosa interessante è che nel frequentarci con la collega, il mio amico mi ha confidato come lo arrapi molto di più l'idea di farlo in tre con sua moglie come partner femminile, chiedendomi di rendermi disponibile ad organizzare una serata, ma questa. .....È un'altra storia.


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